Food Tourism
Un progetto dell'IT. "A. Zanon" di Udine
  • Home
  • Progetto
    • Percorso
    • Trovare l’identità
    • Guardando al Futuro
    • Progettare il Turismo
    • cartolinadigitale
  • Cartolina
Allievi durante la degustazione dei prodotti tipici di Sutrio

Graphic Magazine

Tendenze dei consumi alimentari

Client Just Ink
Services Graphic Magazine, Advertising
Date Jan 5 - 2018

Tendenze dei consumi alimentari

Gli italiani, ai giorni nostri, sono sempre più informati sui prodotti che acquistano e risultano particolarmente attenti a diversi elementi, quali la qualità, le materie prime, l’eticità, le informazioni sull’etichetta, e infine ma non meno importanti l’italianità: tutti elementi per i quali sono propensi anche a spendere qualche euro in più. La parte fondamentale della spesa non è il prezzo ma bensì fattori come trasparenza delle informazioni, funzionalità, salute e eticità.
Questi elementi danno vita a svariate scelte e ad un miscuglio di soluzioni, quali il cibo pronto e semipronto (31 mln di italiani), cibi salutisti (26 mln), il take-away online (19,4 mln) e alimenti e bibite nei distributori automatici (25,3 mln). Il consumatore si informa sempre di più e per lo più lo fa in rete. Un altro elemento importante è sicuramente la marca.
Gli italiani si distinguono da altri Paesi per la loro attenzione a una dieta bilanciata, ad esempio la frutta e la verdura costituiscono il 21% della spesa alimentare (primi in Europa). Allo stesso tempo, invece, si sono ridotte le vendite di burro, panna da cucina, zucchero raffinato (i prodotti senza zucchero hanno registrato un aumento nelle vendite) e prodotti con olio di palma. Tra i prodotti in aumento, invece, troviamo la carne, il gluten free e i prodotti senza lattosio. È bene ricordare che questi ultimi due elementi, spesso, vengono acquistati più per moda piuttosto che per le intolleranze.
Il salutismo, pur avendo mostrato un rallentamento, è la tendenza vincente degli ultimi anni. L’acquisto di cibi salutari è aumentato del 2,3% (2018), molti vegani si dichiarano convinti ma molti sono anche coloro che hanno fatto un passo indietro tornando a mangiare la carne.

Gli alimenti pronti, ossia quelli solo da riscaldare (spesso semplicemente al microonde), stanno prendendo sempre più piede. Hanno subito un incremento del 5,6%, mentre il food delivery a casa è aumentato addirittura dell’80%.
Le differenze sociali inasprisce il divario alimentare: la spesa media cresce del 2,8% per le famiglie di alto reddito, ma cala del 4% per le fasce di basso reddito, e addirittura del 7% per gli under 35.
Infine, va ricordata l’importanza dell’italianità: i prodotti made in Italy hanno riscontrato un aumento delle vendite dell’8,6%.

E. IL PROFILO DEL TURISTA ENOGASTRONOMICO

Il turista enogastronomico è colui che viaggia per scoprire nuovi sapori e conoscere le abitudini alimentari di un Paese, assaggiandone i piatti tipici.
Questo tipo di turista può essere di diverso tipo: turista gourmet, turista foodie, turista gastronauta, turista enologico, turista lifestyle e turista “con bisogni speciali”.
Il turista gourmet, come si può immaginare dal nome, ha un’ingente disponibilità economica per permettersi prodotti di alto livello e presta moltissima attenzione al cibo in ogni sua caratteristica. Si tratta di una persona la quale, solitamente, frequenta ristoranti di alto livello e che viaggia per tutto il mondo. Ovviamente, questo non significa che non sia disposto ad acquistare prodotti locali un po’ più economici.
Anche il turista foodie ha gli stessi interessi del turista gourmet, ma con un budget un po’ più contenuto. Si concentra principalmente sulle interpretazioni popolari della cucina locale, ciò significa che è molto attento alle tradizioni enogastronomiche del Paese che visita, e che non punta ai ristoranti di lusso ma bensì a quelli più consigliati dalla comunità locale.
Probabilmente, il turista gastronauta è colui che si interessa di più al cibo, in tutte le sue forme. Non è solo attento al sapore e agli ingredienti, ma anche alla storia dei prodotti: presta molta attenzione a come una determinata pietanza può essere cambiata nel tempo, a come viene coltivata (se si tratta di frutta e ortaggi) e a come vengono allevati gli animali che successivamente finiranno sui piatti.
Il turista enologico, a differenza dei precedenti, si focalizza principalmente sul vino (e su come abbinarlo ai piatti). Qui, si possono fare due distinzioni: il turista “wine geeks” che vuole conoscere ogni aspetto della bevanda, e il turista più casual che vuole solo ampliare le sue conoscenze nei vari tipi di vino.
Il turista lifestyle, invece, è una via di mezzo tra un gourmet e un foodie: condivide l’entusiasmo e l’emozione per il cibo e allo stesso tempo apprezza la qualità dei piatti, l’autenticità e l’armonia tra i sapori e non ha bisogno di spendere una fortuna per essere soddisfatto.
Come si può intendere, il turista “con bisogni speciali” può mangiare solo determinate pietanze pur amando il cibo: chi per etica, per religione o a causa di intolleranze.

F. IL TARGET DEL TURISMO ENOGASTRONOMICO E I SUOI ITINERARI

Fino a pochi decenni fa, il turista enogastronomico era un soggetto di mezza età e che godeva di un alto reddito; ora invece i nuovi turisti sono coloro che sono nati tra gli anni Ottanta e Novanta. Questi nuovi viaggiatori possono essere single o in una relazione, generalmente sono acculturati e dispongono di un reddito più basso, ricercano un viaggio che permetta loro di conoscere la cultura del territorio, quando si tratta di scegliere la destinazione valutano la bellezza del territorio e poi le culture e tradizioni enogastronomiche e non.
Generalmente, per conoscere la gastronomia ci si reca nei ristoranti o si fanno acquisti nei mercati locali. Solo una piccola percentuale si reca nelle case degli abitanti per vivere al meglio l’esperienza. Comunque, si evidenzia un maggiore desiderio di recarsi in locali particolarmente frequentati al fine di conoscere nuove persone. Per chi se lo può permettere, sono molto gettonati anche i ristoranti gourmet e i ristoranti etnici. Ciò nonostante, i nuovi turisti amano lo street-food: infatti è la quarta esperienza più desiderata. Inoltre, c’è un interesse particolare anche nella partecipazione a corsi di cucina.
Gli itinerari possono essere molto variabili, vanno da itinerari regionali a quelli in giro per il mondo. In Italia come in tutti i Paesi, ogni regione ha i suoi piatti tipici diversi da luogo a luogo. Solitamente, si tende a fare un viaggio in mete già molto conosciute per le caratteristiche enogastronomiche come l’Italia, la Francia e i Paesi asiatici quali Cina e Giappone che negli ultimi anni hanno riscosso un grande successo. Molti viaggiatori, però, si sono resi conto che non è sufficiente visitare i Paesi sopra citati, infatti sono sempre di più gli individui che sono alla costante ricerca di nuovi sapori di cui di solito non si tende a parlare, come la cucina africana, sudamericana e medio-orientale.

A cura di: Lucrezia Facini – 5B-TUR

 

Il profilo del turista 2.0 e il valore dei social media Le nuove tendenze del settore turistico